FONDI COMUNITARI EMERGENZA DA COVID-19

NON SI DISTRAGGANO RISORSE AL SUD

Apprendiamo che il Governo ha aperto un con- fronto con le Regioni per la riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali e di investimento europei per l’anno 2020, seguito della modifica dei regolamenti europei da parte della Commissione Europea.

Si tratta di un piano nazionale, i cui contorni dovrebbero essere delineati nel prossimo decreto di aprile, con interventi da destinare all’emergenza sanitaria, economica e sociale.

Sulla base dei dati più recenti del Ministero dell’Economia, le risorse dei fondi comunitari per il 2014-2020 ammontano a 53,2 miliardi di euro, di cui 31 miliardi hanno impegni giuridicamente vincolanti e la rendicontazione è pari a 15,2 miliardi di euro. Ciò significa che ci sono ancora 38 miliardi di euro da spendere tra il 2020 e il 2023.

Secondo le intenzioni del Governo ci sarebbero margini, per il 2020, per indirizzare il 20% delle risorse complessive dei fondi comunitari (circa 10 miliardi di euro) all’emergenza COVID-19. In questo modo, si potrebbe realizzare una riprogrammazione generale di circa 10 miliardi di euro, di cui 7,1 miliardi di euro sulle risorse regionali.

Fermo restando la destinazione territoriale delle risorse, l’eventuale maggior contributo di risorse aggiuntive delle Regioni meridionali all’emergenza Coronavirus verrebbe ricompensata con le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-27, da definire nell’ambito della Legge di Bilancio 2021.

Sollecitiamo il Governo a riprogrammare e accelerare la spesa, ma siamo molto perplessi sulla possibilità che parte delle risorse destinate al mezzogiorno vengano destinate ad altre aree del Paese.

In primis perché al Sud occorre affrontare l’emergenza sociale della moltitudine di famiglie che non hanno reddito a causa delle misure per contenere il virus e, in seconda battuta, perché al Sud servono investimenti immediati e non allungati nel tempo per far ripartire il sistema economico.

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